26.9.06

Recensioni su Note a margine

Su Note a margine ho pubblicato due recensioni: Un'ondata di caldo di Penelope Lively e non dirlo a nessuno di Carlene Thompson.

23.6.06

Un ballo in maschera

Visto da poco (due volte) al Teatro Massimo di Palermo un bel Ballo in maschera di Verdi. La regia era di Pier Luigi Pizzi, che mi aveva deluso molto qualche anno fa sempre qui a Palermo con Il trovatore. Sapendo che sarebbe stata una versione "modernizzata", ero molto scettica. E invece è stato veramente molto bello. La regia infatti era molto intelligente (d'altra parte Pizzi non è certo il primo venuto, né uno di quelli che cercano di scioccare il pubblico): la ricerca dei corrispettivi moderni di ogni elemento era fatta con molto gusto ed attenzione, e funzionava perfettamente: Ulrica come maga televisiva, Oscar come segretaria stile Lewinski (quale uomo politico odierno ha nel suo staff un ragazzino imberbe? Quale non ha una segretaria?), l'orrido campo in cui si riuniscono spacciatori e drogati, e l'erba dell'oblio offerta ad Amelia è droga. L'unica cosa che secondo me potrebbe essere meglio a punto è l'uso delle telecamere in scena, che si potrebbe usare per distinguere i momenti pubblici da quelli privati; ma ci vuole un'Amelia poco diva, perché così tutti i primi piani sarebbero per il tenore (e Ulrica), e nulla per il soprano. Impossibile in questa produzione, perché Micaela Carosi è – sacrosantamente – molto diva. Finalmente un soprano verdiano brava, con la voce, interprete, e che non fa la finta modesta: è brava, lo sa, e si gode i meritatissimi applausi. Bravissimo anche Vincenzo La Scola: se la voce è forse affaticata, probabilmente per l'improvviso arrivo del caldo palermitano, La Scola è comunque uno dei maggiori interpreti in circolazione: il suo Riccardo è sempre credibile, sia nel canto (la dolcezza di "Non sai tu che se l'anima mia") che nella recitazione, dall'agilità con cui volteggiava sulla sedia di Ulrica nella ballata alla straziante morte. Il tenore del secondo cast, Gipali, che lo ha sostituito nell'ultima recita, avrà anche una voce più salda, ma non può stargli alla pari. Il cast in generale buono, insomma una serata ottima.

17.5.06

Counter

Il vecchio counter non funzionava più, allora sono ripartita da 500 (era un po' di più, ma non ricordo esattamente quanto) con questo che mi pare anche più carino.

Il giuoco delle perle di vetro

Intanto, che aspetta Mondadori (o un altro editore) a pubblicare un'edizione in un italiano che sia ancora vivo? Ma insomma, io non riesco nemmeno a scrivere giuoco, mi si imbrogliano le dita. In quanto al libro in sé, devo ammettere che i miei pregiudizi contro Hesse erano forse esagerati, non è poi così male. Certo non sarà mai il mio scrittore preferito. E pensare che l'ho fatto passare avanti ai Travailleurs de la mer di Victor Hugo...

2.5.06

Il filo del rasoio

Ho appena finito di leggere Il filo del rasoio di Somerset Maugham. Bello.

Recensione de Il caso Maurizius

Ho pubblicato una recensione de Il caso Maurizius su Note a margine.

28.4.06

Fidelio e il caso Maurizius

Risentendo ora Fidelio riconosco come in un certo senso si possa considerare il modello del Caso Maurizius: Etzel/Fidelio, Waremme/Pizzarro, Maurizius/Florestan, e la visita del ministro come la visita di Andergast nelle prigioni… una versione pessimista, perché moderna, di Fidelio.

25.4.06

da Il caso Maurizius

"Tutta l'ingiustizia e la sofferenza di questa terra derivano dal fatto che le esperienze non hanno modo di essere trasmesse. Tutt'al più raccontate".
Jakob Wassermann, Il caso Maurizius, p. 348

20.4.06

Data di nascita…

Sul blog di Blondelibrarian ho letto un post che mi è sembrato interessante: si tratta di cercare con Google Ricerca Immagini prima l'anno e poi la data di nascita, e scegliere per ogni ricerca un'immagine che piace, o che in qualche modo rispecchia il proprio modo di essere. Per il 1976 ho scelto la copertina di "People's computer", mi piace molto per via dei draghi (secondo l'oroscopo cinese io sono drago di fuoco).



Per il 7 giugno (anzi, 7 june), sono stata un po' incerta con un panorama di venezia, ma alla fine mi sono decisa per questa con lo squalo di "Alla ricerca di Nemo", che viene dal blog di Daniel Bowen. Insomma, delle immagini un po' aggressive, non trovate? Ma anche molto divertenti…

19.4.06

Il caso Maurizius


Qualche settimana fa sul supplemento domenicale del Sole24ore ho letto la recensione di Il caso Maurizius, un romanzo di Wassermann pubblicato dalla Newton . Incuriosita, l'ho comprato non appena l'ho visto, ed ora lo sto leggendo. Intanto, i miei elogi alla Newton: un romanzo, ottimo e abbondante, poiché di più di 400 pagine, a soli 6 euro non capita tutti i giorni. Certo, ogni tanto si trova qualche errore (di solito qualche a che diventa e), ma ormai questo è pane di tutti i giorni, anche e soprattutto in volumi di case editrici note e care, carissime. Se devo avere tra le mani un volume in cui le bozze non sono state corrette, preferisco di gran lunga pagarlo 6 euro che 18, come accade sempre più spesso.
Ma veniamo al romanzo di Jakob Wassermann: mi piace, mi piace molto. Come quasi tutti i romanzi del '900, lo si potrebbe considerare un giallo: nella Germania degli anni '20 il giovanissimo Etzel indaga su un caso in cui il padre era stato pubblico ministero prima della sua nascita. Ma il cuore del conflitto tra padre e figlio non è in realtà questo, ma l'assenza della madre. Questa è una delle caratteristiche che più mi piacciono di questo romanzo: ogni cosa è in realtà solo il pretesto per altro, una sorta di strabismo: ogni volta che un personaggio cerca qualcosa, è in realtà per usare quel che troverà ad un altro scopo.

18.4.06

Consigli per giovani musicologi

Sono sette consigli trovati su una rivista inglese di studenti, simile come impostazione a Drammaturgia musicale e altri studi.

14.4.06

Jules Verne e il mistero della camera oscura


Sto leggendo questo divertente giallo letterario di Guillaume Prévost pubblicato dalla Sellerio. L'investigatore è Jules Verne prima che diventasse Verne, quando cioè era solo un giovane bretone che cercava di imporsi nella capitale con delle commedie, in particolare con Monna Lisa. E questo è uno dei tanti giochi di specchi tra l'autore nel racconto e l'autore del racconto, perché uno dei libri di Prévost già pubblicato da Sellerio (ma che non ho ancora letto) ha come protagonista appunto Leonardo da Vinci. In un altro momento Verne si siede e inizia a scrivere un resoconto degli avvenimenti, che inizia appunto come il romanzo di Prévost… e allora si crea un gioco di specchi. In altri momenti si trovano descrizioni di ambienti che ricordano, ad esempio, la camera del capitano Nemo: nella finzione possiamo dire che Verne si ispirerà a quella realtà per i suoi romanzi, ma nella realtà che Prévost si ispira alla realtà dei romanzi di Verne per la sua finzione letteraria… Mi sembra molto carino, peccato per un gigantesco errore di traduzione a pag. 133.
Buona lettura!

12.4.06

Brividi di morte per l'ispettore Dalgliesh

Ho appena finito il libro di P. D. James. Mi è piaciuto meno di altri (il mio preferito resta Una certa giustizia), ma resta comunque un libro molto interessante da leggere, con il classico procedimento di P. D. James di mostrarci la vicenda da tanti punti di vista.

11.4.06

Barry Douglas

Ieri agli Amici della Musica di Palermo un bel concerto del pianista Barry Douglas. Ha suonato Schumann (tre Phantasiestücke op. 111 e la fantasia op. 17) e la sonata in si minore di Liszt, piuttosto bene, anche se all'inizio di Liszt mancava qualcosa, forse perché il pubblico faceva un po' di confusione. Certo, anche essere un bel pezzo di irlandese aiuta: guardare le foto per credere. 
http://www.barrydouglas.com/html/index.html

24.3.06

Sono agli ultimi capitoli di Jonathan Strange & Mr Norrell di Susannah Clarke, e mi piace moltissimo! Lo sto leggendo in inglese, e mi chiedo come sia la traduzione italiana, se sia riuscita a rendere questo particolare sapore che ha, che lo rende (anche linguisticamente) non un romanzo sull'Ottocento, ma un romanzo dell'Ottocento: per riprendere le parole dell'autrice, ci sono libri about magic e libri of magic.
Non vedo l'ora di finirlo, eppure so che mi dispiacerà moltissimo…

3.3.06

Kollo come Florestan non è male, ma non è ancora quello giusto. Quel che mi piacerebbe è Fritz Wunderlich… ma temo non l'abbia mai fatto. sigh.
sempre a proposito di Fidelio di Bernstein: sono arrivata all'aria della Janowitz, ed è veramente fenomenale. Aspetto di arrivare a René Kollo. Come immagino Florestan? Beh, esattamente come Viktor Laszlo in Casablanca. Purtroppo è difficile trovare un tenore all'altezza…
Fidelio

Sono qui a sentire il Fidelio diretto da Bernstein. Marcellina (Lucia Popp) è un po' deboluccia, e in generale ci sono forse meno brividi di quanti ce ne mette Furtwängler, però non mi dispiace. Ancora non ho sentito Florestan, però.

4.2.06

Foglie cadute di Wilkie Collins

Dopo una lunga attesa, sono riuscita a mettere le grinfie su Foglie cadute di Wilkie Collins, pubblicato dalla Fazi come altri bellissimi romanzoni di quest'autore dell'Ottocento inglese. Sono soddisfatta? Decisamente sì. Quel che più mi è piaciuto di questo volume è che nell'intrigo che consiste principalmente nel riconoscimento madre-figlia Collins abbandona ogni finzione con il lettore: di solito in un romanzo – o commedia – basato sull'agnizione finale, è chiaro abbastanza presto chi sarà la persona perduta: se a un figlio senza madre corrisponde una madre senza figlio, basta mettere insieme le coppie: ma lo scrittore di solito non si concede mai di dire al lettore: "io so che tu sai". Qui invece Collins lo fa tranquillamente, dice al lettore: lo sappiamo tutti e due che alla fine si riconosceranno, ma come? ma quando? è il destino (o meglio, sono io, autore) che deciderà, tu lettore stattene al tuo posto e vedi cosa ti combino nel frattempo. E quel che combina nel frattempo è una meravigliosa analisi della società vittoriana, non a caso posta a confronto con l'America dell'epoca. Una società, quella inglese dell'Ottocento, in cui a fronte di alcune "foglie cadute" - chi ha palesemente infranto le regole della società – vi sono molte foglie che, pur essendosi staccate dall'albero, si sforzano di continuare ad aderirvi: ed è dal loro agire che nasce la tragedia, non da quello delle foglie veramente cadute, né da quello di chi, come il protagonista Goldenheart (cuordoro) non ha nulla da rimproverarsi, poiché agisce sempre in base alle proprie convinzioni. Nelle ultime pagine Collins promette un seguito al romanzo, ma non c'è nessuna postfazione o nota dell'editore che dica se poi lo scrisse o no, e se prevedono di pubblicarlo. Ho cercato di capirlo dall'elenco delle opere sul sito http://www.wilkiecollins.com/, ma non sono riuscita a capire come stanno le cose.