23.6.06

Un ballo in maschera

Visto da poco (due volte) al Teatro Massimo di Palermo un bel Ballo in maschera di Verdi. La regia era di Pier Luigi Pizzi, che mi aveva deluso molto qualche anno fa sempre qui a Palermo con Il trovatore. Sapendo che sarebbe stata una versione "modernizzata", ero molto scettica. E invece è stato veramente molto bello. La regia infatti era molto intelligente (d'altra parte Pizzi non è certo il primo venuto, né uno di quelli che cercano di scioccare il pubblico): la ricerca dei corrispettivi moderni di ogni elemento era fatta con molto gusto ed attenzione, e funzionava perfettamente: Ulrica come maga televisiva, Oscar come segretaria stile Lewinski (quale uomo politico odierno ha nel suo staff un ragazzino imberbe? Quale non ha una segretaria?), l'orrido campo in cui si riuniscono spacciatori e drogati, e l'erba dell'oblio offerta ad Amelia è droga. L'unica cosa che secondo me potrebbe essere meglio a punto è l'uso delle telecamere in scena, che si potrebbe usare per distinguere i momenti pubblici da quelli privati; ma ci vuole un'Amelia poco diva, perché così tutti i primi piani sarebbero per il tenore (e Ulrica), e nulla per il soprano. Impossibile in questa produzione, perché Micaela Carosi è – sacrosantamente – molto diva. Finalmente un soprano verdiano brava, con la voce, interprete, e che non fa la finta modesta: è brava, lo sa, e si gode i meritatissimi applausi. Bravissimo anche Vincenzo La Scola: se la voce è forse affaticata, probabilmente per l'improvviso arrivo del caldo palermitano, La Scola è comunque uno dei maggiori interpreti in circolazione: il suo Riccardo è sempre credibile, sia nel canto (la dolcezza di "Non sai tu che se l'anima mia") che nella recitazione, dall'agilità con cui volteggiava sulla sedia di Ulrica nella ballata alla straziante morte. Il tenore del secondo cast, Gipali, che lo ha sostituito nell'ultima recita, avrà anche una voce più salda, ma non può stargli alla pari. Il cast in generale buono, insomma una serata ottima.